La lunga estate

Welcome to your campaign!
A blog for your campaign

Wondering how to get started? Here are a few tips:

1. Invite your players

Invite them with either their email address or their Obsidian Portal username.

2. Edit your home page

Make a few changes to the home page and give people an idea of what your campaign is about. That will let people know you’re serious and not just playing with the system.

3. Choose a theme

If you want to set a specific mood for your campaign, we have several backgrounds to choose from. Accentuate it by creating a top banner image.

4. Create some NPCs

Characters form the core of every campaign, so take a few minutes to list out the major NPCs in your campaign.

A quick tip: The “+” icon in the top right of every section is how to add a new item, whether it’s a new character or adventure log post, or anything else.

5. Write your first Adventure Log post

The adventure log is where you list the sessions and adventures your party has been on, but for now, we suggest doing a very light “story so far” post. Just give a brief overview of what the party has done up to this point. After each future session, create a new post detailing that night’s adventures.

One final tip: Don’t stress about making your Obsidian Portal campaign look perfect. Instead, just make it work for you and your group. If everyone is having fun, then you’re using Obsidian Portal exactly as it was designed, even if your adventure log isn’t always up to date or your characters don’t all have portrait pictures.

That’s it! The rest is up to your and your players.

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Episodio 1

Lo sciabordio dei moli accompagna il passo cadenzato dell'unica guardia presente al porto.
E' Corbus, che non si pone troppe domande. La serata è tranquilla e dalle locande arriva il tipico
vociare di chi fa baldoria.
Giunge al termine dei moli, prima di tornare indietro lungo la sua ronda. Dal cantiere le solite luci.
Qualcosa sembra non andare, ma ci mette un po' a capire che dai cantieri, che lavorano incessantemente anche di notte, non giunge alcun rumore.
Ormai è vicino e decide di controllare. Cautamente apre la porta, vi sbircia dentro, notando uno dei lavoratori legato su una cassa.
Il suo compagno di ronda non c'è, di solito era lui a prendere l'iniziativa in questi casi.
Meglio chiamarlo. Meglio chiamare tutti. Meglio suonare la più vicina campana del porto.
Raggiunta la campana, comincia a dare l'allarme. Dal cantiere, sibila una freccia, che schiva per un pelo.
Intanto dal porto comincia ad arrivare gente. Era ora.
Ma non sono i suoi compagni. A presentarsi Edward, sua vecchia conoscenza. Un contrabbandiere che era riuscito a cogliere con le mani nel sacco e che il suo signore aveva deciso di graziare. Assieme a lui un marinaio.
Come prima cosa, Corbus, chiede ai due dove siano le guardie.
Intanto, dal cantiere si levano delle urla ed un sinistro bagliore rossastro danza minacciosamente dall'interno.
Corrono verso il cantiere. Corbus sfonda la porta. Le fiamme partono dalla pece usata per gli scafi.
Tutto sta prendendo fuoco.
Il marinaio individua subito i malfattore e con mira micidiale comincia a metterli al teppeto uno dietro l'altro.
Edwar dapprima lancia dei coltelli, colpendo di striscio uno di loro.
Corbus estra il suo spadone e parte all'attacco.
La sua goffaggine e l'eccessiva foga gli fanno mancare il colpo e scivolare l'arma di mano.
Il marinaio continua la sua micidiale opera, infilando una freccia nel posteriore di uno dei fuggitivi, che lo trapassa da parte a parte, portandosi via le sue capacità riproduttive.
Intanto Corbus schiva i colpi degli assalitori, recuperando l'arma, prima che questi si mettano in fuga.
Decide quindi di cominciare ad occuparsi dai prigionieri, confidando che i compagni improvvisati e le guardie cittadine che dovevano già essere lì, si occupino dei fuggitivi.

Nel mastio del castello, il giovane reggente pro tempore, fatica a prendere sonno.
Il sussurro velato della brezza notturna è scadito solo dallo sciabordio delle onde.
Un suono a lui famigliare eppure qualcosa lo turba. Tutto tranquillo, forse troppo tranquillo.
Poco dopo essersi addormentato, i suoni tranquilli della notta sono interrotti da una campana al porta.
Qualche minuto dopo, il capitano degli artigli, la scorta personale della famiglia Mallister, bussa alla sua porta.
Guai al porto, gli artigli sono pronti ad intervenire, ma attendono ordini. La situazione è affatto chiara, si parla di pirati, ma nulla di certo. Il giovane reggente invia subito un primo contingente,
ma richiede una scorta per recarsi personalmente al porto. E' bene che la gente noti la sua presenza, in questi frangenti.

Arrivano le guardie che mettono sotto controllo la situazione. Sarà una lunga notte al porto,
ricordata per molto tempo. Il tempestivo suono della campana ha scongiurato che l'intera città andasse in fiamme. Il giovane rampollo coordina le operaizoni personalmente, ed ordina che tanto gli attaccanti superstiti quanto i 3 eroi che sono intervenuti, vengano portati al castello, al suo cospetto.
Corbus è pronto, anche se la cosa gli mette un certo nervosismo. Ci tiene far bella figura con il nobile.
Edward è più cauto, mentre il marinaio, con la sua parlata zoppicante, si unisce al gruppo e sono scortati al cospetto del nobile.

Questi, nel frattempo, confida le sua perplessità al maestro, suo mentore, svegliato a fatica nel cuore della notte.

I tre eroi, attraversata la fortezza ed aggiornati velocemente sull'etichetta più consona, sono portati al cospetto del nobile.
Un giovane smilzo dai lunghi capelli corvini, volto austero, casacca viola con le insegne dei Mallister.
E' su uno scranno al fianco dello scranno principale, ad indicare il suo status di regente pro-tempore, ma sottolineando la sua volontà di non volerlo usurpare. Vicino a lui è presente anche il maestro della roccaforte ed il capitano degli artigli dell'aquila.
I tre si inginocchiano. Il nobile si fa introdurre i nuovi arrivati dal capitano, sorvolando su Edward, già noto al nobile, per la faccenda del contrabbando e della grazia data dallo zio.
Corbus ammette di aver fatto solo il suo dovere. Descrive la sua camminata sul molo, la situazione del magazzino, la campana, le frecce, il fuoco e tutto quello che è successo.

Al capitano, però, non sfugge un dettaglio importante: Corbus era da solo durante il suo turno.
Messo alle strette, Corbus ammette che il suo compagno probabilmente era in taverna, ma sottolinea che comunque la campana avrebbe dovuto far giungere tutti al molo, cosa che però non è successa.

Gli altri due si limitano ad avvallare il rapporto di Corbus, aggiungendo qualche dettaglio.

Il nobile, prima di ritirarsi, intende ricompensarli adeguatamente e chiede loro che cosa vorrebberro.
I tre inizialmente sono in imbarazzo.
Corbus è il primo a rompere il silenzio. Servire i Mallister è già un onore sufficiente, ma cerca di suggerire che se avanzasse un vecchio elmo da qualche parte, potrebbe arrangiarsi a sistemarlo ed usarlo per servire al meglio la casata.
Il marinaio balbetta qualcosa, ma è il generale ad intervenire, chiarendo che lo stesso è rimasto a terra per via del cambio dei capitani.
Infine Edward, nonostante tutto, fa notare di aver perso i suoi coltelli nell'impresa.
Il nobile li ringrazia, sottolinea che le richieste evidenziano il loro carattere.
All'indomani è prevista la cerimonia in onore dei caduti e sarà seguita dalla nomina ufficiale ad eroi e la consegna dei loro premi, per lasciare al popolo una nota positiva dopo il lutto subito.
Il nobile li congeda, ma il capitano li trattiene. Il fatto che le guardie non abbiano fatto il loro lavoro è più che sospetto.
Edward ammette una certa corruzione da parte di alcune guardie ed il capitano invita, o meglio, ordina ai presenti di lavorare attivamente per debellare tale piaga.
I tre vengono fatti dormire all'interno della fortezza, dove Corbus si interroga sull'utilà di un tetto sopra i letti a baldacchino.
All'indomani la città è in lutto per le perdite subite. Le bare dei caduti vengono portate in processione con i massimi onori. Al termine delle cerimonie funebri, il giovane nobile premia personalmente i tre eroi.
Al marianio viene conferito un gioello di pregevole fattura, l'occhio della notte, per ricordare la sua impresa e la sua mira. Gli viene anche concesso un salvacondotto marittimo. Potrà imbarcarsi su qualunque nave della flotta Mallister e nessun capitano potrà rifiutarsi di accoglierlo.
A Corbus viene offerta una pregevole armatura, con i simboli della casata Mallister. Corbus è onoratissimo.
Infine, a Edward, viene offerta una mano in bronzo, a memoria della grazia ricevuta e due pugnali di pregevole fattura.

I giorno si susseguono tranquilli, senza eventi particolari e tutto torna alla normalità, benchè non emerga più nulla di rilevante sulla faccenda.

Dopo qualche tempo Jason Mallister rientra a Seagard e si complimenta con il nipote per la gestione della questione del porto.
Al nipote vengono affidate le chiavi della stanza del padre e gli viene chairito che quelle saranno le sue stanze.
Dopo qualche tempo, Jason invita il nipote a raccogliere alcune persone di fiducia per una missione tanto importante quanto delicata. Non rivela nulla di più.
Dal canto suo, il nobile nipote, ripensa agli avvenimenti. Se la missione richiede la massima discrezione, meglio segliere gente tanto fidata quanto comune e che non dia troppo nell'occhio. Ripensando alle vicende trascorse, individua tre nomi, che lgi sono noti. Su di uno, però, ha qualche dubbio che non riesce a dipanare. Richiede quindi un incontro preliminare con lord Mallister, il quale accetta ed il nipote viene accolto.
"Lord, ho individuato tre persone che potrebbe essere i candidati ideali per la missione, ma su di uno di loro, permane l'ombra del dubbio. La mia scarsa esperienza non mi permette di dipanarlo, per questo motivo sono qui, per chiedere a Voi consiglio. Se mi è concesso, perchè graziaste Edward Seaweed?"
Il lord spiega come esista la legge del re, che è sopra ogni legge di ogni Lord il cui compito è quello di garantire che la legge del re sia conosciuta e rispettata. Eppure, graziando Edward, ha tradito la legge del re, poiché esiste una legge che è superiore a quella del re, che è la legge degli uomini.
Edward era un ragazzo promettente, con parecchi contatti lungo la costa, informazioni che altrimenti non sarebbero potute giungere all'attenzione del Lord. I sentimenti di altre casate e del loro popolo, intenzioni ed eventuali preparativi, tutte informazioni di grande importanza strategica.
Oltre a ciò, c'è chi commette illeciti per sua natura, altri uomini costretti dalla necessità. Nessuna delle due è una giustificazione, ma chi lo fa per necessità, se sa cogliere le occasioni che gli vengono offerte, può cambiare strada.
Un'occasione, di rado, puo' essere concessa. Mai una seconda.

Il giovane nobile si sente rincuorato dalle parole dello zio e si presenta all'incontro ufficiale.
E' presente il figlio, che viene congedato assieme alle guardie. Nessuno rimane nella stanza.
Lord Jason ha un figlio bastardo in una città vicina. La donna partorirà a breve. La questione è troppo delicata per essere delegata ad esterni, ma non è ancora tempo che il figlio di Jason sappia. Così invia il nipote e gli uomini che egli ha scelto, assieme al maestro, suo mentore, per guidarlo ed intervenire in caso la necessità lo richieda. Mancano due sole settimane alla nascita e Lord Jason vuole che il figlio bastardo sia portato alla fortezza assieme alla donna, di cui vengono fornite le generalità.
Il nipote rivela i nomi, gli stessi tre erori che salvarono il porto, aggiungendo che nel caso Edward intendesse gettare al vento l'opportunità concessa, sarà egli stesso a consegnarlo alla giustizia dei 7 Dei.
"Sopra gli altri"
I due si congedano.
Al porto, ad una nave in partenza arriva un corvo. Questa rientra e fa scendere un marinaio. "Spero di rivederti presto!", il commiato del capitano.
Alla guardia, Corbus è convocato: "Alla 7 ora alla fortezza". Non gli viene riferito altro.
Nella locanda, il capo degli artigli trova anche Edward. "Alla 7 ora, alla fortezza". Edward cerca di avere altre informazioni, ma il capitano è perentorio e non dà ulteriori informazioni.
Alla 7 ora sono convocati nuovamente dal giovane nobile, che spiega la situaizone ed il compito che li attende.
Il maestro li accompagnerà per tenere traccia di tutte le provviste e gli viene detto che tutte le spese saranno a carico della famiglia.
Il marinaio cerca di inserire anche qualche sollazzo nelle spese, ma la questione viene lasciata cadere.
Terminati i preparativi, si incontreranno la mattina seguente per la partenza.
Dopo una notte di meditazione, sentiti anche i pareri dei tutto il gruppo, il nobile decide per la strada verso sud, che evita di atttraversare le paludi con il carro.
La sera del primo giorno, una volta accampati, notato un via-vai eccessivo. Ci sono più carovane e persone del solito che si recano a nord e tutte per lo più di gran fretta.
Il nobile ferma il carro successivo, per avere maggiori dettalgi. Pare che a sud le città siano a fuoco e sia in atto una guerra.
Dopo una breve riflessione, decidono di mandare subito un corvo a Seagard, per informarli degli accadimenti, mentre meditano se tornare sui loro passi…

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